Guasha: trattare il viso

Jul 11 / Margherita Carli

Guasha viso: la bellezza che affiora quando il viso si sente al sicuro

Ogni volto racconta qualcosa che va oltre la superficie. Le rughe, la tensione, il gonfiore, il colorito: tutto ciò che chiamiamo “inestetismo” è, in realtà, una forma di linguaggio. E come ogni linguaggio, può essere accolto, decifrato, accompagnato.
Il Guasha viso è una delle pratiche manuali più affinate per leggere e trattare questo linguaggio silenzioso. Non si tratta di “correggere” il volto, ma di creare le condizioni perché la pelle, i muscoli e l’energia tornino a fluire nel proprio ritmo naturale. È un gesto lento e intelligente, che lavora sul tempo, sulla qualità del tocco e sulla fiducia del corpo.
In un’epoca che spesso riduce la bellezza alla performance, il Guasha ( o anche Gua Sha) ricorda che la bellezza vera nasce dal benessere profondo. E che la pelle può cambiare quando si sente vista, ascoltata e rispettata.
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Una tecnica semplice, ma non banale

Il termine Guasha si traduce letteralmente come “raschiare via la stasi”. Nella sua forma originaria, era una tecnica popolare impiegata per trattare dolori, febbri e ristagni interni attraverso lo sfregamento del corpo con strumenti in materiali naturali. Ma il Guasha applicato al viso è qualcosa di molto diverso.
Qui, il gesto si fa più leggero, sottile, percettivo. Non si raschia nulla. Si scivola, si accompagna, si lavora con la pelle e non sulla pelle. I materiali – giada, quarzo rosa, ceramica, acciaio – sono scelti per la loro capacità di interagire con i tessuti senza aggredirli.
La pressione è minima, calibrata con precisione. I movimenti seguono linee precise, spesso ispirate ai meridiani, ma anche alla forma anatomica del viso, al ritmo del respiro e alla reattività dei tessuti.
È questo che rende il Guasha una pratica manuale d’alta precisione, che richiede formazione, ascolto e sensibilità.

Dal trattamento estetico all’esperienza percettiva

Chi si avvicina al Guasha pensando a un semplice trattamento viso, spesso resta sorpreso. La pelle migliora, certo: si illumina, si distende, ritrova tono e vitalità. Ma quello che colpisce di più è il rilassamento profondo, la sensazione di benessere globale, il respiro che cambia.
Non è solo una questione di circolazione o drenaggio linfatico – effetti che il Guasha effettivamente favorisce – ma di qualcosa che accade a livello nervoso, emozionale, percettivo.
Il viso è una delle aree più innervate del corpo umano. È dove tratteniamo le emozioni, dove si concentrano le tensioni da stress, dove si manifestano – a volte inconsapevolmente – le nostre difese.
Toccare il volto con consapevolezza significa creare uno spazio di sicurezza, in cui il corpo può finalmente lasciarsi andare. Ed è proprio quando la tensione si scioglie che il viso cambia: si ammorbidisce, si riempie, ritrova una luce che nessun trattamento puramente cosmetico può restituire.

Cosa può trattare il Gua Sha viso

Il Guasha agisce su più livelli, e questo lo rende particolarmente versatile. È adatto a pelli giovani o mature, sensibili o ispessite, rilassate o segnate.
Gli inestetismi su cui può intervenire in modo naturale includono:
Gonfiore localizzato, soprattutto sotto gli occhi o ai lati del viso;
Colorito spento, grigiastro o disomogeneo;
Pelle disidratata o poco elastica;
Linee sottili o segni d’espressione marcati;
Tensione facciale (soprattutto nella zona mandibolare, temporale e frontale);
Cedimento dell’ovale, perdita di definizione nei contorni del viso;
Occhiaie, ritenzione e rallentamento del microcircolo.
Ma sarebbe riduttivo limitarsi a un elenco. Il vero effetto del Guasha è ridare tono e coerenza al volto, accompagnando i processi fisiologici di rigenerazione. Il volto trattato in questo modo non appare "ritoccato", ma vivo, più presente, più autentico.

La qualità del gesto

Ciò che distingue il Guasha da altre pratiche estetiche è il modo in cui viene eseguito. Non è sufficiente usare uno strumento o seguire un protocollo. Serve un gesto che sa adattarsi, sentire, rispondere.
L'operatore non impone un ritmo: lo ascolta. La pelle insegna come essere toccata. I muscoli raccontano se hanno bisogno di rilascio o di tono. La reattività del volto guida la profondità del movimento.
Questo rende ogni trattamento irripetibile, cucito su misura della persona. Il Guasha non è un “servizio”, ma un incontro. E in questo incontro, anche l'operatore è coinvolto, presente, partecipe.
In un mondo estetico sempre più automatizzato, la qualità del gesto umano resta un valore irriducibile. È ciò che fa la differenza tra un effetto momentaneo e un cambiamento reale e duraturo.

Un trattamento per ogni stagione della vita

Il Gua Sha si adatta facilmente ai cicli naturali del corpo. Può essere proposto:
• in giovane età, per prevenire i primi segni di stanchezza o disequilibrio;
• in età matura, per sostenere la pelle durante i cambiamenti ormonali;
• nei periodi di stress, per rilassare e drenare;
• in qualsiasi momento in cui si desideri rallentare, ascoltarsi e rigenerarsi.
La personalizzazione è la sua forza. Ogni viso ha una storia diversa, e il Guasha può leggerla, accompagnarla e – con delicatezza – favorire un nuovo equilibrio.

Un’alleanza tra pelle e sistema nervoso

Un aspetto poco visibile ma fondamentale del Guasha viso è la sua capacità di agire sul sistema nervoso autonomo. Il gesto lento, regolare e ritmico favorisce l’attivazione del sistema parasimpatico, quello della calma, del recupero, della digestione profonda.
In pratica, il corpo entra in uno stato di riposo attivo, in cui si rigenera più efficacemente.
Questo stato si riflette anche nella pelle: i muscoli si rilassano, il microcircolo si attiva, la pelle riceve meglio i nutrienti e l’ossigeno. È come se il viso, finalmente, si mettesse in ascolto di sé stesso.
Ecco perché spesso, dopo un trattamento di Guasha, si ha la sensazione non solo di essere “più belli”, ma di essere più presenti, più centrati, più interi.

La bellezza che emerge, non si costruisce

A differenza di molti approcci estetici che cercano di correggere, riempire o contrastare il tempo, il Guasha si basa su un altro principio: il tempo è un alleato, non un nemico.
Ogni segno del volto è parte di un processo naturale. Alcuni si possono ammorbidire, altri illuminare, altri ancora trasformare. Ma l’obiettivo non è cancellare, bensì accompagnare il volto a trovare la sua forma più armoniosa, più vitale, più coerente.
Questa è una bellezza che non si impone, ma che emerge. Una bellezza che si riconosce nello sguardo, nel respiro, nel tono della pelle. Una bellezza che rispecchia un equilibrio interno.

Conclusione

Il Guasha viso è molto più di una tecnica estetica. È un gesto lento e intelligente, un modo per incontrare il volto dell’altro con rispetto, ascolto e presenza. È un trattamento che lavora sul piano fisico, energetico, nervoso ed emozionale, e che porta risultati reali non solo alla pelle, ma alla persona intera.
Per chi opera nel mondo del benessere, della cura o della medicina integrata, il Guasha rappresenta una pratica preziosa e attuale: manuale, non invasiva, profondamente umana.
Una risorsa che permette di offrire trattamenti autentici, personalizzati, trasformativi.
E un invito, per chi lo riceve, a sentirsi meglio – e non solo apparire meglio.
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